La disabilità è spesso solo negli occhi di chi la guarda

La disabilità è spesso solo negli occhi di chi la guarda

L’incredibile storia di Jack, che non ha perso la fiducia nelle persone, nonostante gli abbiano amputato gli arti per gioco

La storia di Jack inizia come tante… un cane sanissimo abbandonato per strada che si aggira in cerca di cibo
e di un angolo caldo dove passare la notte. Qualcuno lo nota, ma nessuno lo aiuta.

È una mattina di metà gennaio e fa freddo. Jack vaga per le strade di Marina di San Lorenzo, in provincia di Reggio Calabria, si trascina faticosamente sulle zampe anteriori, perde sangue. In suo soccorso arrivano Miriam, Daniela e Angela, volontarie di un’associazione animalista della zona. Lo prendono in braccio per accompagnarlo dal veterinario, che non lascia spazio ai dubbi: le zampe sono state amputate da almeno 15 giorni e non a causa di un incidente. Jack è stato volontariamente mutilato.

Incredule le volontarie fanno di tutto per salvarlo: ci vuole un’adozione del cuore, e l’unica strada è mandarlo
al nord. Un sostenitore paga il volo aereo e in pochi giorni Jack è a Melegnano (MI) in una clinica specializzata
che si è offerta di prendersene cura solo con un piccolo rimborso.

Nonostante i maltrattamenti subiti, Jack non ha perso la fiducia nell’uomo e quando le volontarie di Milano lo vanno a trovare in clinica è un tripudio di feste e coccole. Intanto la rete si mobilita per trovargli casa. Viene creato un evento su Facebook che riscuote subito un grande successo: giungono contatti da ogni angolo di Italia e non solo, perfino una famiglia in Lussemburgo si offre di accoglierlo. Jack riceve tantissimi messaggi di sostegno, appoggio
morale ed economico (interamente utilizzato per pagare le cure in clinica) e diverse visite. Dopo circa
un mesetto di ricovero è un cane nuovo: sano, sterilizzato e finalmente motorizzato (è arrivato anche in dono un carrellino nuovo). È pronto per uno stallo casalingo, in attesa di un’adozione definitiva.

I genitori di una delle volontarie di Milano offrono la loro casa: il colpo di fulmine è immediato.
Lo stallo si trasforma in adozione: Jack ha trovato una nuova famiglia. Maris e Tino, infatti, non ci pensano due volte e si offrono subito come adottanti, perché questo piccolino gli ha davvero toccato il cuore, anche se sono consapevoli che gestire un cane disabile richiede un impegno piuttosto importante “ha bisogno di una persona a casa che possa prendersi cura di lui costantemente. Ad esempio deve essere cambiato quando si sporca, per evitare irritazioni alla pelle” ci spiega Maris. “Nel caso di Jack poi, è tutto un pochino più complicato. A causa di un incidente, in cui si è fratturato la colonna, ha anche la schiena non allineata, poiché la frattura si è saldata in maniera scorretta.
Trovare i pannolini e le tutine adatti non è stato facile”.
Nonostante le difficoltà Jack è un cane che da grandi soddisfazioni, e che sa sempre come strappare un sorriso: “Jack è un cane che non si pone limiti. La disabilità molto spesso è realmente solo negli occhi di chi guarda. È un cane molto fiero, che non ti permette di provare pietà per lui. È vitale, energico, allegro, un vero coccolone. E del tutto inconsapevole della sua situazione…” ci racconta la coppia. Non rendendosi conto della sua disabilità, infatti, Jack cerca di comportarsi come un “normale” quattro zampe, ma a volte l’epilogo è più rovinoso, come quella volta che ha fatto incetta di caramelle rubandole da un piatto posto sul tavolino di fronte al divano: “la peste aveva preso le caramelle, le aveva portate sotto il portico, scartate e mangiate,
solo nel tentativo di prendere le ultime ha fatto scivolare il piatto.

Un autentico Arsenio Lupin…”

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