L’ABC dell’acquario

L’ABC dell’acquario

I 10 “must” per avvicinarsi al fantastico mondo dei pesci

A tutti noi sarà capitato almeno una volta nella vita di restare ipnotizzati a fissare un acquario: un microcosmo fatto di pesci colorati, piante e rocce che racchiude in poco spazio la magia della vita. Alcuni di noi da affascinati osservatori hanno deciso di fare di questo interesse un hobby. Ma diventare un navigato acquariofilo non è cosa semplice e chi di voi ha una amico che coltiva questa passione potrà dirvi che avere un acquario riserva grandi soddisfazioni, momenti di autentica gioia, ma anche grandi difficoltà e delusioni se non è disposti a studiare un po’. Sono diversi, infatti, gli elementi che vanno presi in considerazione per poter costruire con successo un acquario che duri nel tempo e che vi offra, magari, la possibilità di godere dello spettacolo unico della vita che si rinnova.

1 ACQUA DOLCE O ACQUA SALATA?

La prima grande scelta da effettuare è chiederci se vogliamo procedere con un acquario d’acqua dolce o d’acqua marina. Questa scelta preliminare condizionerà il tipo di pesci che andremo a inserire, le piante, il fondale, la frequenza della manutenzione e anche i costi di mantenimento. In linea di massima se siamo alla prima esperienza un acquario d’acqua dolce richiede meno impegno, sia in termini economici che gestionali: oltre a dover monitorare il pH e il DH, cioè i due parametri relativi al grado di acidità o di alcalinità dell’acqua (pH) e al livello di durezza (DH), in un acquario marino bisognerà, ad esempio, preparare l’acqua con una miscela specifica. Inoltre sarà necessario misurare con un densimetro il peso specifico (l’unità di densità comparabile) che indica la forza della miscela dell’acqua salata. Inoltre sarà opportuno fare un’analisi dei nitriti (che sono sostanza tossiche), per scoprire se sono già stati trasformati in nitrati: fino ad allora non sarà possibile inserire né pesci né altri organismi marini. Infine, per mantenere l’acqua sana, con bassi livelli di prodotti di rifiuto e di sostanze tossiche, si procede solitamente con un programma di cambiamenti parziali, circa il 20% di liquido ogni due o tre settimane per l’acquario d’acqua dolce, e in proporzioni maggiori, e con cambi anche più frequenti, per l’acquario marino. L’acqua nuova deve essere la stessa quantità di quella evaporata e alla stessa temperatura di quella già nell’acquario; nel caso di acqua marina è opportuno aggiungerla solo dolce: i sali minerali presenti nell’acqua infatti non sono soggetti a evaporazione e resteranno, dunque, tutti nell’acquario.

2 LA QUALITA’ DELL’ACQUA

Abbiamo capito che l’acqua non è solo “acqua”. Ogni specie richiede per vivere una determinata temperatura, pH, durezza, e altri parametri. Nella comune acqua di casa, inoltre, vengono aggiunte sostanze disinfettanti come il cloro, pertanto è bene valutare innanzitutto che tipo di acqua esce dal nostro rubinetto: in un acquario d’acqua dolce deve avere un pH compreso approssimativamente tra 6,5 e 7,5, mentre il pH dell’acquario d’acqua marina è compreso all’incirca tra 7,8 e 8,5. La durezza dell’acqua, o DH, è dovuta ai sali disciolti nell’acqua: alcuni si possono eliminare con la bollitura (durezza temporanea), altri no. Se necessario si può abbassare la durezza dell’acqua unendovi una data quantità di acqua più tenera, cioè acqua distillata o piovana o acquistare acqua osmotica in negozio. Per facilitarci le cose, una volta esaminata la “nostra acqua” potremmo ricercare dei pesci che siano il più possibile compatibili con quanto sgorga dal nostro rubinetto.

3 LE DIMENSIONI CONTANO

La capacità della nostra vasca dovrebbe essere rapportata alle necessità di spazio delle specie allevate e al numero di individui. In generale, un acquario più grande avrà meno problemi di gestione rispetto a uno più piccolo e potrà sopportare meglio errori dovuti all’inesperienza. Teniamo presente, in aggiunta, che alcuni dei pesci che andremo ad acquistare potrebbero crescere e necessitare, col tempo, di più spazio. Oltre a ciò, alcune specie sono molto prolifiche: scegliendo dei pesci ovipari potremmo ritrovarci con un acquario pieno di piccolini pronti a diventare grandi. Meglio in questo caso essere parchi con il numero di esemplari, almeno all’inizio, e poi eventualmente aggiungerne altri.

4 LA SCELTA DEI PESCI

La scelta corretta e consapevole delle specie da ospitare nel nostro acquario è il successivo passo.
Non facciamoci ammaliare da forme strane o pinne colorate e luccicanti: per quanto l’estetica conti in un acquario, parliamo sempre di esseri viventi e quindi il loro benessere deve essere sempre il nostro obiettivo principale. Prima di decidere che pesci acquistare è opportuno documentarsi bene sulle loro esigenze, il loro habitat ideale, abitudini e comportamento, in primo luogo per evitare di mettere insieme esemplari incompatibili fra loro, con il rischio di innescare liti furibonde a volte con esiti mortali per uno dei due contendenti. Il comportamento aggressivo può essere minimizzato se si dà ad ogni pesce l’opportunità di scegliersi un angolo tranquillo che può considerare come “proprio”. Spesso negli acquari di casa i problemi sorgono solo di notte quando le specie attive col buio sono in cerca di cibo: durante le ore in cui la vasca è illuminata, tutto sembra tranquillo e i pesci convivono in pace. A questo proposito è utile comporre un mix di pesci che si divida le varie zone della vasca perché non tutti amano vivere e cercare il cibo alla stessa profondità: sceglietene alcuni “da superficie”, altri “da fondo” e da “mezz’acqua”.
Infine bisogna individuare i pesci predatori e i pesci preda, o i primi divoreranno in brevissimo tempo i secondi. Attenzione: alcuni negozi attribuiscono nomi di fantasia alle varie specie. Chiedete sempre il vero nome scientifico e documentatevi sulle loro caratteristiche prima di qualsiasi acquisto.

5 L’ARREDAMENTO

Quando allestiamo la nostra vasca dobbiamo ponderare bene quali tipi di fondo, rocce, legni e piante vogliamo inserire, in relazione al tipo di pesci che abbiamo scelto: alcuni necessitano di molti nascondigli, perché appartengono a specie timide o molto schive, altri tendono ad aggredire gli oggetti che inseriamo nella vasca. E’ importante sempre sincerarsi della qualità degli oggetti scelti, che devono essere acquistati nei nego zi specializzati in modo da evitare che eventuali sostanze tossiche si disperdano nell’acqua.

Il fondale
Le scelta del fondale è quasi obbligata: di origine carbonatica (come sabbia corallina, conchiglie tritate, ecc.) se stiamo allestendo un acquario marino e quelli invece privi di carbonati (come roccia lavica, sabbia, ecc.) se stiamo optando per un acquario di acqua dolce tropicale. Le rocce carbonatiche possono essere utilizzate anche per gli acquari d’acqua dolce temperata, perché di solito riproducono habitat naturali in cui la durezza dell’acqua è medio-alta. Assolutamente sconsigliato il fondale di sabbia fine: con il tempo tende a compattarsi e a creare un ambiente privo di ossigeno, che può portare alla formazione di sostanze tossiche per i pesci.

Le rocce
Dopo il fondale possiamo passare a definire il nostro paesaggio con la scelta delle rocce, che hanno l’importante funzione di offrire riparo ai pesci come avviene nel loro habitat naturale. Si deve avere molta cura nella selezione di questi elementi, specialmente se si devono mantenere inalterate specifiche condizioni dell’acqua (ad esempio rocce molto calcaree potrebbero alterare la durezza dell’acqua). L’ideale sarebbe scegliere delle decorazioni affini all’habitat naturale che vogliamo ricreare e in caso di rocce frastagliate è opportuno sceglierle ben levigate, in modo da evitare che i pesci possano ferirsi. Infine i blocchi rocciosi devono sempre essere fissati con cura: molti pesci sono esperti scavatori e una pietra vacillante può provocare gravi danni.

Le piante
Se prediligiamo delle vere piante nel nostro acquario dovremo mettere in conto che richiederanno di essere periodicamente potate e concimate. Se siamo alla prima esperienza potrebbe essere utile informarsi bene sulle piante che richiedono meno attenzioni. In più, le piante vere fanno parte integrante “dell’ecosistema” dell’acquario in quanto interagiscono attivamente con i suoi abitanti: è bene, perciò, optare per quelle che meglio si adattano all’habitat che stiamo cercando di ricreare

I legni
Qui il discorso si fa un po’ più complesso: i legni naturali richiedono un trattamento speciale che li purifichi da eventuali parassiti. Sconsigliamo a chi è alle prime armi il fai-da-te: meglio acquistare nei negozi specializzati legni già trattati o finti ceppi realizzati con resine speciali. Queste strutture oltre ad essere più sicure, permetteranno ai pesci di usarle per deporvi le uova e a noi di nascondere qualche attrezzatura, come, ad esempio, i riscaldatori o i diffusori.

6 L’ILLUMINAZIONE

La luce è fonte di vita: per i pesci, ma non solo, anche per le piante, che al buio non potrebbero compiere la fotosintesi. La quantità di luce richiesta è solitamente di circa 8-12 ore al giorno, ma dipende in larga misura dal buon sviluppo delle piante e da un contenuto manifestarsi delle alghe, che tendono a proliferare quando è troppa.

7 L’ALIMENTAZIONE

In natura i pesci si nutrono di insetti, di crostacei acquatici, di vermi, di sostanze vegetali, praticamente di tutto ciò che trovano sulla loro strada. Gli alimenti per i pesci si possono classificare in naturali, di coltura e di preparazione industriale. Abbandoniamo l’idea dare cibi naturali o di coltura ai nostri pesci: allevare larve e vermi non è la più semplice delle attività. Esistono in commercio ottimi alimenti industriali preparati in fiocchi e pellettati che forniscono tutte le proteine, i carboidrati e i grassi necessari. Fate attenzione alla quantità: la regola migliore per qualsiasi acquario è di dare cibo appena sufficiente da poter essere consumato in pochi minuti e togliere quello che resta per evitare ripercussioni sulla qualità dell’acqua e sulla salute dei pesci.

8 DOVE POSIZIONARLO?

Il quesito non è affatto banale. Prima di tutto sarà opportuno scegliere una posizione lontana dalla finestra e dal calorifero: luce e calore dell’acqua devono essere determinate artificialmente dagli impianti di illuminazione e riscaldamento interni o perderemo il controllo del nostro ecosistema. Inoltre servirà una posizione vicino alle prese di corrente, per poter far funzionare tutti gli accessori. Infine dobbiamo tenere in considerazione il peso della vasca: ogni litro d’acqua pesa un chilo e al totale vanno aggiunti decorazioni, fondale e pesci. Dovremo scegliere un mobile molto robusto oppure acquistare in negozio un supporto apposito.

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9 ATTENZIONE ALLE MALATTIE

I pesci si possono ammalare, proprio come noi. E’ importante una corretta osservazione di tutto quello che succede nell’acquario e degli eventuali cambiamenti che possono avvenire nell’aspetto o nel modo di nuotare dei nostri pesci. Sarebbe molto utile considerare l’acquisto di una seconda piccola vasca da utilizzare come acquario- ospedale: questa vi consentirà di separare un pesce malato dalla comunità dei pesci sani quando dovrete somministrargli dei medicinali, o di utilizzarla come vasca per la quarantena di eventuali nuovi soggetti da introdurre in una comunità già avviata (si consiglia sempre un periodo di isolamento di almeno due settimane per escludere l’incubazione di eventuali malattie).

10 IL GRANDE NEMICO: LE ALGHE

Negli acquari d’acqua dolce il grande nemico delle piante è costituito dalle alghe. Appaiono come una patina verde che avviluppa ogni cosa fino a soffocare tutte le piante. Molti i fattori che ne favoriscono la proliferazione: l’eccessiva alimentazione, la troppa luce, la scarsità delle piante. Corriamo subito ai ripari se dovessero formarsi in eccesso.

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