Paul, il pappagallo ‘autolesionista’

Paul, il pappagallo ‘autolesionista’

Grazie alle cure esperte di Sergio, ora il piccolo cenerino ha ritrovato la serenità

Questa storia non è contro i proprietari che me lo hanno ceduto per gravi motivi personali” racconta Sergio Giovannetti, esperto di pappagalli “ma contro alcune pratiche di allevamento e ‘pseudo educatori’ che circolano nel mondo degli animali perché, purtroppo, anche nel settore degli esotici abbiamo persone incompetenti che si spacciano per esperti”.

Paul nasce nel 2005 e l’uovo che lo contiene viene fatto schiudere dentro un’incubatrice. Accanto a lui non ci sono mamma e papà a nutrirlo e a iniziarlo al mondo, ma solo il suo allevatore a imbeccarlo. “Questa pratica spesso genera pesanti conseguenze sulla salute psicofisica del soggetto adulto: i soggetti privati prematuramente del contatto genitoriale o di fratelli e di conspecifici non hanno modo di apprendere tutte quelle nozioni di base che solo loro gli possono far acquisire” spiega Sergio “inoltre nei primi 15 giorni di vita i genitori li nutrono con il ‘latte di pappagallo’ che è una secrezione ghiandolare assimilabile al colostro dei mammiferi, ricco di proteine e sostanze immunitarie, cosa praticamente impossibile da ottenere anche con le migliori formule da imbecco”.

Questa pratica, ci riferisce Sergio, spacciata da alcuni allevatori come un plus offerto ai futuri proprietari, in realtà provoca nella maggior parte dei pulli carenze a livello emotivo e cognitivo, fino allo sviluppo di vere e proprie malattie in età adulta. É questo il caso di Paul, che crescendo, ha iniziato a mostrare segni di stress e di insofferenza, sfociati in un vero e proprio comportamento autolesionistico, cominciando deliberatamente a spiumarsi. Questo atteggiamento, cioè la ‘Sindrome dell’autodeplumazione dei pappagalli’, nei soggetti cresciuti in incubatrice inizia spesso involontariamente, perché la mancanza di contatti con altri pappagalli adulti non gli consente di apprendere correttamente le tecniche per pulirsi il piumaggio, finendo per strapparsi accidentalmente le penne, a volte anche ferendosi. Questa patologia si presenta con una diversa intensità a seconda del soggetto: in alcuni casi il pappagallo si limita a masticare la punta delle penne, in altri casi, invece, se le strappa dal corpo, reiterando questa pratica ogni volta che queste ricrescono.

“Nel caso di Paul i proprietari allarmati hanno contattato un parrot trainer purtroppo poco qualificato” afferma Sergio “il quale senza aver alcun titolo per fregiarsi di questa carica ha dato loro una serie di indicazioni errate sui comportamenti da tenere per contenere la patologia. Questo, non solo non ha apportato alcun beneficio, ma ha peggiorato la situazione”.

Oggi Paul, che da oltre un anno vive con Sergio, ha recuperato quasi totalmente le sue belle piume, ha imparato a farsi il bagnetto nelle giuste modalità e può davvero dirsi un pappagallo felice.

1Commento
  • Ludovica
    Pubblicato il 17:19h, 11 aprile Rispondi

    Che tenerezza!! <3

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